venerdì 16 dicembre 2016

Tippeligaen 2016: la TOP 11 del girone di ritorno



Il campionato norvegese ha abbondantemente spento i suoi fari dopo lo spareggio tra Stabæk e Jerv, con la vittoria dei vincitori della Tippeligaen 2007 che solo nei minuti finali del ritorno hanno evitato la clamorosa onta della retrocessione. Ma per noi di calcio norvegese non finisce qui, perché, dopo un anno vissuto e sentito come lo è stato il 2016, abbiamo deciso, come già al termine del girone di andata, di proporre una TOP 11 di questa seconda parte di stagione. La squadra che abbiamo eletto come quella dei migliori prospetti del girone di ritorno ha subito molte modifiche, soprattutto a causa del cambio di casacca di tanti che a inizio anno avevano fatto vedere grandi cose, da Fred Friday a Milan Jevtovic passando per Mohamed Elyounoussi, trasferitisi a metà stagione in campionati europei più importanti di quello norvegese.





A guidare questo 3-4-3 rimane l’ossatura del Rosenborg, che resta la squadra da battere e lo sarà forse per chissà quanto altro tempo. Sono cambiati però gli interpreti della squadra di Kåre Ingebrigtsen, che ha saputo rinnovarsi in corso d’opera come solo le big sanno fare. Come allenatore della nostra Top 11 però, scusateci il patriottismo, gli abbiamo preferito il nostro Andrea Loberto, che si è congedato da Haugesund con un memorabile accesso in Europa League. Ma la sua elezione a migliore allenatore dell’anno non è solo per via dei risultati o della nazionalità: il suo gioco ha fatto esprimere al meglio alcune pedine importanti i balcanici come Filip Kiss o Haris Hajradinovic, che hanno saputo sopperire al calo di un Torbjørn Agdestein che sotto la gestione di Loberto è stato quasi sempre sotto tono.

In porta,l’accoppiata André Hansen-Adam Kwarasey: è un dato di fatto, il Rosenborg è la difesa che ha subito meno gol in assoluto in questa Tippeligaen, solo 25. Se è vero che il reparto difensivo è formato da grandi giocatori, anche gli estremi difensori non sono da meno. Il norvegese è stato sostituito dal nazionale ghanese, tornato dall’infortunio, che non ha affatto demeritato.

In difesa, il trio Jonas Svensson (Rosenborg), William Troost-Ekong (Haugesund), Azar Karadas (Brann): il terzino del Rosenborg, arrivato all’anno della consacrazione, ha giocato la maggior parte della stagione a un gran livello, sia dal punto di vista offensivo che difensivo – a tratti ricorda Lichtsteiner e ha sublimato l’annata entrando costantemente nell’undici titolare della nazionale norvegese. Troost-Ekong invece ha stupito per carisma e sicurezza: il nigeriano è capitano dell’Haugesund e lì dietro ha davvero diretto le cose e portato i suoi compagni ad essere attenti su ogni pallone. La sua assenza per i giochi olimpici si era fatta sentire, tanto da costringere Loberto a cambiare schema, ma una volta tornato in Norvegia (tra l’altro non a mani vuote, ma con una medaglia di bronzo al collo) di più non avrebbe potuto fare. Anche il difensore del Brann secondo in classifica, Azar Karadas, entra di diritto in questa formazione: chiude l’annata con 24 presenze condite da cinque gol, con la sua squadra che ha subito tra l’altro solo due reti in più rispetto al Rosenborg, chapeau. 

A centrocampo, abbiamo scelto due mediani di ordine e piedi buoni con due ali molto ma molto offensive. I mediani sono Malaury Martin e Kevin Barmen. Il francese del Lillestrøm ha tenuto le redini del centrocampo, rivelandosi un ottimo centrocampista d’impostazione che ama proiettarsi in avanti e fare gol: ne ha relizzati ben sette quest’anno, i suoi tifosi non avrebbero potuto chiedere di più. Barmen invece si è rivelato uomo assist oltre che uomo gol di un variegato Brann: in alcune partite, grazie a sue giocate ha fatto in modo da far trionfare i suoi. Senza di lui forse la squadra di Bergen non sarebbe arrivata così in alto. Come ali invece abbiamo scelto due rivelazioni della seconda parte di stagione, anche se in realtà sia Mushaga Bakenga che Ghayas Zahid sono degli esperti di questo campionato. Il primo alcuni anni fa era considerato un vero enfant prodige dai norvegesi, ma poi si è perso un po’ nel grigio Belgio. Tornato al Rosenborg con tanta voglia di fare, quest’anno è stato bloccato dai vari infortuni. Quando è rientrato al pieno della forma, un po’ per la classifica agevole ed un po’ per le sue immense qualità, ha avuto minuti di gioco ed azioni importanti, e ci ha ricordato chi era e quali fossero i suoi punti di forza, come dribbling e gol. Chiude la stagione con 9 presenze e 7 gol, una media pazzesca. Zahid viene invece premiato come uomo copertina di un Vålerenga che è sembrato spacciato per gran parte della stagione. A cavallo tra andata e ritorno però, grazie anche alle sue giocate e ai suoi velenosi tiri a giro, la squadra di Oslo ha saputo rialzare la cresta giungendo a una salvezza relativamente tranquilla.  

Attacco delle grandi occasioni quello che la Tippeligaen ci ha saputo sfoggiare in questo finale di stagione: Fitim Azemi-Christian Gytkjær-Mos Abdellaoue. Azemi nel Bodø ha di fatto sostituito Milan Jevtovic, partito per le calde terre di Turchia al fianco di Eto’o, in quel di Antalya: il compagno ha saputo sostituirlo alla perfezione, anche se non è riuscito ad arginare l’emorragia di gioco che ha colpito a fine stagione la sua squadra, che con sei sconfitte nelle ultime sette giornate è incappata in una retrocessione che a metà stagione sembrava assolutamente inevitabile. Qualità, velocità e concretezza nel passaporto di Azemi. Uno dei pochi superstiti dalla TOP 11 del girone di andata è Christian Gytkjær: avremmo dovuto cambiarlo dopo ben diciannove reti? Noi crediamo di no, anche se il danese ha ancora tanto da dimostrare fuori dai confini norvegesi. Ma per freddezza e bravura nel concretizzare, è in assoluto il miglior centravanti che la Tippeligaen abbia avuto in questa stagione. Chiudiamo con uno che ha praticamente salvato i suoi a botte di gol, ovvero Mos Abdellaoue. L’Aalesund viaggiava spedita verso la retrocessione, che a luglio vi avremmo predetto come scontata. Da lì in poi l’attaccante ha deciso di tirar fuori gli artigli: dal 6 novembre fino alla fine del campionato ha collezionato 13 reti, con il suo Aalesund che chiude la stagione nono. A 28 anni, l’annata migliore della sua carriera nel suo stato migliore di forma. 

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